domenica 3 gennaio 2010

Try JibJab Sendables® eCards today!

martedì 1 settembre 2009

Dopo l'allenamento a porte aperte nel derby di sabato, la Juventus era chiamata a rispondere all'Inter sul campo con una prestazione vincente e convincente. E così è stato.
E' vero, è ancora presto per fare bilanci. Siamo solo alla 2° giornata, la Roma non è più la Roma di 2 anni fa, ma già si capisce che questa Juventus è finalmente maturata: l'anno scorso era proprio in partite come questa che la squadra si bloccava, si faceva attanagliare dall'ansia da prestazione, mancava di cattiveria. La Juve di domenica invece sorprende per la naturalezza con la quale ha portato a casa il risultato come se questi 3 anni di buio non fossero mai esistiti. Con cattiveria sì. Ma allo stesso tempo con la pazienza di chi è consapevole dei propri mezzi e non ha bisogno di strafare per dimostare la propria forza.

E poi che dire di Diego! Era da anni che non vedevo un giocatore bianconero accarezzare il pallone con quella dolcezza, con quella classe, con quell'eleganza degna di Zizou e all'occorrenza saperci mettere pure la rabbia della Furia Ceca per buttare dentro il pallone dopo una corsa di 30-40 metri con tanto di corpo a corpo col difensore. L'impressione è che per 24.5 milioni di euro abbiamo acquistato uno dei giocatori più forti del mondo che ha solo 24 anni e può aspirare benissimo a diventare fra qualche anno il più forte di tutti.

E poi c'è il colpo dell'ultimissimo secondo. 10 minuti prima della chiusura del mercato, Pessotto deposita il contratto di Fabio Grosso, l'eroe di Berlino. Forse non sarà più quello di quell'indimenticabile estate ma comunque sia è un giocatore che può essere ancora utile alla nostra causa: 31 anni, pagato con i soldi ricavati dalla cessione di Zanetti (a differenza di Rafinha per il quale lo Shalke chiedeva 9 milioni), ottima intesa con Cannavaro, Buffon e Chiellini con i quali condivide la maglia azzurra e soprattutto va a coprire quel ruolo che l'anno scorso ci ha creato non pochi problemi aggiungendosi al promettente ma acerbo De Ceglie e al generosissimo Molinaro.
Stay tuned...

martedì 14 luglio 2009

Presentazione del nuovo acquisto bianconero: 16° brasiliano a vestire la casacca bianconera!


mercoledì 8 luglio 2009

Ierisera sono uscite indiscrezioni sulla nuova divisa della Juventus targata Nike. A quanto pare le bozze delle maglie per la prossima stagione dovrebbero essere queste:

Prima maglia. La novità principale riguarderà le strisce della maglia che saranno più strette rispetto a quelle di quest’anno (se ne conteranno 5 nere sul fronte invece che 3). Colletto a V e bordino delle maniche torneranno ad essere di color bianco, solo il baffetto nike continuerà ad essere giallo bordato di nero. Novità anche sui pantaloncini che presenteranno due strisce oblique bianconere su entrambi i fianchi. Voto: 7, sul classico non si sbaglia mai.

Seconda maglia. Ma la vera è chicca è la maglia da trasferta della prossima stagione che abbandonerà un onesto dorato per tingersi di un color argento vivo, con colletto a girocollo nero e bordature delle maniche nere. Una striscia obliqua bianconera attraverserà la maglia dalla spalla sinistra fino al fianco destro. Logo New Holland su sfondo bianco e nero. Pantaloncini neri con strisce oblique color argento sui fianchi (fantastici!). Voto: 9 e 1/2, ammesso e non concesso che la perfezione non sia di questo mondo, questa maglia le si avvicina parecchio.

Maglia portiere. La maglia sarà di color verde acceso, con maniche di un verde leggermente più scuro. Il colletto a girocollo sarà di due colori, che riprenderanno le due tonalità di verde della maglia. Voto: 5 e 1/2: non è proprio un capolavoro ma se n'è viste di peggio.

Grazie Pavel!!

domenica 22 marzo 2009

Ciao Core!!

Ormai la Juve ci ha preso gusto all'Olimpico! Un altro 1-4 secco e duro inflitto ai lupacchiotti!
Diciamo che abbiamo ripreso da dove eravamo rimasti.

Stagione 2005/06, più precisamente il 19 Novembre, 12esima d’andata, la Juventus di Capello (che tornava a Roma da avversario per la seconda volta) aveva conquistato 30 punti in 11 gare perdendo solo a San Siro con il Milan in quella che resterà l’unica sconfitta dell’annata terminata da Campioni d’Italia ingiustamente poi retrocessi per l'agguato della "banda del telefonino", annienta la Roma già a -12 in classifica con un secco 4 a 1. Una serata memorabile per i tifosi bianconeri, un incubo per i supporters giallorossi.
La Roma gioca una buona partita, ma gli uomini di Fabio Capello reggono all’assalto guidato da Montella e puniscono la difesa giallorossa prima con il solito Pavel Nedved sul finire del primo tempo poi con tre reti in cinque minuti fra l’11esimo e il 16esimo del secondo tempo. Gol di Ibrahimovic e doppietta di David Trezeguet.

Il gol dello svedese è un capolavoro di potenza e precisione con una fuga lanciata da un colpo di tacco volante e conclusa con un tiro in controtempo che brucia Doni. Totti accorcia le distanze su rigore (inventato da Paparesta alla faccia di chi ci diceva che si rubava) al 20esimo, nonostante l’espulsione rimediata da Thuram in quella occasione i giallorossi non riescono a rientrare in partita. In quella gara si dimpegna bene anche Abbiati fra i pali della Juventus al posto di Gigi Buffon ancora alle prese con l’infortunio alla spalla rimediato nel Trofeo Berlusconi in uscita su Kakà.

Era un'altra Juventus, una Juventus da Amarcord che annoverava tra le sue fila campioni del calibro di Cannavaro, Zambrotta, Thuram, Emerson, Ibrahimovic, Trezeguet, Mutu, Del Piero, Nedved, Vieira. Una Juventus troppo forte, scippata e derubata dalla solita giustizia italiana e dall'invidia nerazzurra.

Sono passati quasi 4 anni e di quella Juventus nonostante gli interpreti diversi sembra esserne rimasto lo spirito vincente, la voglia di stupire e di tornare ai vertici. Blanc aveva detto che ci sarebbero voluti 5 anni prima di veder tornare la Juve ai grandi livelli, non ne sono passati nemmeno 2 e abbiamo già fatto la nostra figura sia in Europa (battendo Zenit, Real e dando battaglia al Chelsea fino all'ultimo nonostante l'inferiorità numerica) e in campionato raggiungendo subito al primo colpo la qualificazione in Champions.
LA JUVE E' QUESTO PRENDERE O LASCIARE!!

sabato 14 marzo 2009

Siamo usciti è vero, su questo non si può dire niente. Per quest'anno la Champions League non è più cosa nostra e forse anche quest'anno non porteremo nessun trofeo in Corso Galileo Ferraris numero 32, ma vuoi mettere l'orgoglio di avere quelle strisce bianconere sul petto?! Sentire sul petto quella maglia che ti fa diventare un giocatore straordinario anche se sei mediocre, ti fa sentire l'esperienza di oltre 100 anni di storia e di mille campi da gioco assaporati anche se sei appena un ragazzino.
La Juventus non ha il budget del Chelsea, non se lo può permettere, non ha i giocatori di fama mondiale dei blues, due anni fa è stata relegata in serie B dai vari Tronchetti-Rossi-Moratti perdendo i suoi gioielli migliori, ma ha cuore tanto cuore. Non ha mai temuto l'avversario, non l'ha mai fatto e non importa contro chi scenderà in campo: IN QUEI 90 MINUTI CONTA SOLO QUELLA MAGLIA!!


sabato 31 gennaio 2009


Juventus-Cagliari è una sfida che ha odore di passato. Stasera non si affronteranno solo 22 giocatori, ma due storie, due epoche, due filosofie completamente opposte. Ci sono partite che non si cancellano dalla maglia nemmeno dopo 30 anni e anche se cambiano gli interpreti le ombre dei vari Riva, Furino, Albertosi e Haller con la loro grinta e i loro pianti saranno sempre lì ricordarti che oggi non contano i punti, conta il CUORE!

AVANTI TUTTA!!

venerdì 30 gennaio 2009

Eh insomma, ci risiamo. Stessi problemi dell'anno scorso. Una Juve che avrebbe tutte le potenzialità per giocarsela fino in fondo, una Juve che sembra poter arrivare in alto ma che non ha la cattiveria di mostrare i denti nei momenti chiave del campionato. E' vero gli infortuni cominciano a pesare a questo punto della stagione, sopratutto per quei due lassù davanti che non hanno quasi mai saltato una partita da settembre, però non so perchè ho come l'impressione che ci manchi quel qualcosa in più che ti permette di essere vincente anche se non sei brillante, quella grinta che ti viene fuori anche se le gambe non le senti più. Ho ancora negli occhi la cattiveria con la quale Cannavaro tre anni fa si è avventato sul quel pallone al 93° contro il Cagliari regalandoci in pratica lo scudetto, oppure la tenacia di Del Piero nel conquistare un pallone a centrocampo e di servire un assist al bacio per Trezegol nella partita-scudetto contro il Milan a San Siro. Ma soprattutto come posso dimenticare il cuore messo in campo nel 2003 contro il Real quando il Real era veramente Galacticos con un generosissimo Tacchinardi diga insormontabile?!
Come dice Caressa, c'è un limite nella vita di uno sportivo, un muro che divide la normalità dall'eccellenza. Può essere un momento o una partita come questa. Se hai la forza di superarlo puoi alzare gli occhi, guardare la luce e pensare di non avere più confini! E noi quel muro bisogna ancora superarlo...

mercoledì 3 dicembre 2008

Quanto tempo!!

Finalmente sono ritornato. Dopo un periodo lunghissimo durante il quale non ho potuto scrivere sul blog (ma non è mancato l'appoggio alla Signora sia chiaro!), rieccomi di nuovo qui. E' passato quasi un mese eppure sembra passata un'eternità dall'ultima volta: era la partita di andata con il Real, era una Juventus ancora in cerca di conferme, una Juventus a pezzi che stava cercando di risalire la china. Di avvenimenti ne sono successi tanti, tralasciando la parentesi di San Siro si può dire che quella luce che sembrava lontana lontana adesso comincia ad essere sempre più grande. Magari non arriveremo mai a toccarla, magari la sfioreremo soltanto, magari ce la porteremo a casa. Magari....

martedì 28 ottobre 2008

Il caso Gilardino ormai ha aperto una voragine. La domanda che mi sono posto non riguarda tanto la squalifica in sè che ritengo sia sacrosanta quanto piuttosto il metro di giudizio alquanto fantasioso e particolare (siamo un sito politically correct!) del giudice sportivo.


Vi ricorderete sicuramente l'anno scorso Napoli-Juventus. La partita la conoscono tutti come è andata, ma alcuni però si ricordano poco o niente di quale fu il provvedimento preso contro il tuffatore olimpionico Zalayeta per ben due volte simulatore. In quell'occasione il nostro giudice prima gli dette 2 giornate di squalifica, poi in ricorso misteriosamente cambiò idea: "ma sai che, ho visto male! I rigori c'erano!" disse. Eccezionale. Sono sicuro che se la riguardava un'altra volta c'era pure il rischio che desse 5 giornate a Buffon per condotta anti-sportiva.

Ma quest'anno si è addirittura evoluto. Diciamo che è passato al livello successivo come Goku nel famoso cartone Drangon Ball. La puntualità con la quale è intervenuto è impressionante. L'inter sta andando male, è talmente scandalosa che nemmeno Mourinho può fare niente, il pareggio interno col Genoa ha scoperto nervi scoperti. Così non si vince. Per fortuna però che interviene il nostro giudice tuttofare che questa domenica era veramente ovunque tranne però che a San Siro. E allora ecco che la mannaia impietosa si abbatte sul pallavvolista Gila (guarda caso salta proprio la partita contro l'Inter) ma non solo.
Anche Vucinic viene punito per una colpa che sinceramente non ha in quanto il rigore era sacrosanto e la simulazione non c'era. Ma il giudice ha deciso che con la Samp non ci sarà, punto e basta. Tutto pur di affossare la Roma: non importa se c'erano due rigori per la Roma non dati,
non importa se Floro Flores ha subito fallo 1 metro fuori dall'area e il rigore però se l'è preso comunque alla faccia della sportività. Perchè lui non ha da incontrare l'Inter e peraltro ha dato una mano all'Inter stessa eliminando una possibile avversaria.
Ma la cosa bella è che la caccia agli avversari dell'Inter in crisi non si ferma qui. Anche la rivelazione Lazio ha dovuto pagare per l'oltraggio di essere così in alto. Due turni di squalifica a Mauri e a Foggia per aver semplicemente detto all'arbitro che in questa partita ha arbitrato in maniera scandalosa. Molto permaloso quest'arbitro!!

Ma come ogni più bravo artista, il capolavoro se lo lascia sempre all'ultimo e così dopo che l'arbitro non aveva punito Maicon e Diana per due interventi killer su Mesto e Nedved (qualcuno mi deve spiegare poi se è meno sportivo fare un gol di mano che rischiare di troncare la carriera ad un collega con interventi idioti!), il nostro giudice si pronuncia così sulla gomitata a palla lontana da dietro dello zingaro Ibra su Motta:"Acquisite ed esaminate le relative immagini televisive (Sky, Rai e Mediaset), di piena garanzia tecnica e documentale; Osserva: le immagini televisive documentano che, nelle circostanze in causa, nel corso di una manovra di attacco dell’Internazionale, il portiere genoano, in una affollata area di rigore, si apprestava ad afferrare il pallone in lenta parabola discendente allorché il calciatore Ibrahimovic, sopraggiungendo da sinistra con l’evidente intento di portarsi a ridosso dell’estremo difensore, urtava con veemenza alle spalle il calciatore Motta, che si frapponeva a palese protezione del proprio portiere, facendolo cadere dolorante al suolo. Tale comportamento deve ritenersi sicuramente non regolamentare e riprovevole per la sua gratuità (il calciatore interista non aveva alcuna concreta possibilità di raggiungere il pallone) e per la veemenza esercitata con l’avambraccio destro nei confronti di un avversario che gli volgeva le spalle, ma questo Giudice ritiene che il gesto compiuto non integri inequivocabilmente, nell’esclusione di ogni ragionevole dubbio, quella “condotta violenta”, prevista e sanzionata dall’art. 19 n. 3 lett. b) CGS che, per costante orientamento degli Organi di giustizia, è ravvisabile soltanto in atti che, avulsi da ogni esigenza di giuoco, siano potenzialmente idonei a ledere l’avversario e a tal fine vengano posti in essere

Delibera: di non adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del calciatore Zlatan Ibrahimovic (Soc. Internazionale), a seguito della segnalazione del Procuratore federale."

Complimentoni!! Riassumendo quindi da oggi in base a questa motivazione sono giustificati a palla lontana a tirare gomitate agli avversari in quanto secondo il nostro carissimo e amatissimo giudice questo non rientra nella condotta violenta. Postilla: questo vale ovviamente purchè vada ad esclusivo vantaggio della società F.C. Internazionale Milano.

Scherzi a parte questo giudice è un qualcosa di scandaloso e la regolarità con la quale se ne esce avvantaggiando l’Inter e punendo le sue dirette concorrenti supera qualsiasi statistica. Ora come dice un vecchio detto: A PENSAR MALE SI FA PECCATO MA SPESSO CI SI AZZECCA….

A MENO CHE IL GIUDICE SPORTIVO NON SIA LUI E ALLORA SI SPIEGHEREBBERO TANTE COSE!!


Quella che si sta per chiudere domani è stata una settimana cruciale per la stagione juventina. 3 partite in 7 giorni non sono poche specie se in infermeria hai in pratica una seconda squadra intera da mandare in campo. Finalmente si è rivista una Juventus non bella ma aggressiva e fortunata in qualche occasione, che ha fatto affidamento sulla solidità difensiva e sull'estro dei suoi attaccanti per portare a casa le partite contro Real e Torino. Anche l'anno scorso non partì benissimo in campionato complice -guarda caso- l'infortunio di Mauro German e quando manca lui si spegne la luce ora così come 12 mesi fa, segno che forse la passata stagione non ha insegnato poi molto a chi si occupa di mercato. Ma lasciamo perdere per ora questo punto perchè adesso a differenza dell'anno scorso a scacciare la crisi ci pensa lui, un giocatore arrivato in estate con qualche polemica, un giocatore che andava ad aggiungersi ad un reparto che sembrava completo con Trezegol, Pintu, Giovinho e Vincenzino e che invece mai come ora si rivela determinante per far rimanere la Juve ancora in corsa sia in campionato che in Champions: il suo nome è Amauri Carvalho de Oliveira, per il popolo juventino semplicemente A-M-A-U-R-I!!

Attendiamo la partita di domani perchè vincere sarà fondamentale per non sciupare quanto di buono fatto finora sperando che dia l'occasione a Iaquinta di partire titolare sia per far rifiatare Del Piero in vista delle partite importanti dove si esalta sempre (specie con il Real) sia perchè ce l'ho al fantacalcio e con la squalifica del Gila mi tornerebbe proprio a fagiolo!!

mercoledì 22 ottobre 2008

Rieccomi di nuovo, ragazzi. Diciamo che fino ad adesso ho preferito scegliere la strada del silenzio stampa. Sì perché effettivamente dovevo un po’ schiarirmi le idee per essere il più lucido possibile nelle valutazioni e non farmi prendere magari dalle sensazioni del post-partita. In realtà già domenica volevo pubblicare un post ma poi mi sono detto: “perché non concedergli un’ultima possibilità?” e così eccomi qua. In realtà se devo essere sincero ero già pronto a scrivere un intervento molto critico, invece come spesso accade le cose non sempre vanno come ti aspetti.
Cinque partite senza vittoria cominciavano ad essere un po’ tantine considerando che contro il Real il fatto che potessero diventare 6 era molto più di una possibilità. Sin dalle prime partite ho sempre difeso Ranieri, mi è sempre piaciuto come allenatore; non scordiamoci che le basi per il “grande” Chelsea di Mourinho (che poi fa tanto il divo ma a dirla tutta con la metà della metà del budget che aveva a disposizione ha vinto più Ancelotti, ma questo è un altro discorso) le ha messe lui con le scoperte dei vari Lampard, Terry e Joe Cole. Ma dopo la partita di Napoli non potevo far finta di niente e non ammettere le sue responsabilità; perché va bene che la squadra non è all’altezza dell’Inter e lo posso anche accettare per adesso ma non si può perdere contro squadre come Napoli e Palermo, con quest’ultima addirittura in casa. L’anno scorso le partite della Juventus erano fatte per il 10% di classe e per il 90% di grinta, compattezza e forza fisica straripante, nelle ultime uscite invece era proprio mancato questo 90%: squadra sfaldata, disunita, azioni che erano più il frutto del caso che di un gioco pre-organizzato. Insomma parliamoci chiaro non si poteva vedere.

Ieri sera invece qualcosa è cambiato. Primi 10-15 minuti assolutamente spaziali con i giocatori che mantenevano le giuste distanze e Real totalmente in balia. Amauri apre in velocità a Del Piero e il capitano da 25 metri lascia partire un gran tiro a giro, uno dei suoi dei bei tempi che lascia estasiato anche Le Roy Platini in tribuna («Un gol bellissimo»), che Casillas può solo vedere infilarsi nel sette alla sua sinistra. Juve galvanizzata e raddoppio sfiorato. Poi la sfortuna ritorna a farsi sentire: alle già numerose defezioni dei vari Buffon, Trezeguet, Camoranesi, Poulsen, Zanetti, si aggiungono pure quelle di Marchisio e Legrottaglie. Ma ieri sera non c’era trippa per gatti. All’inizio della ripresa la Juve riparte a mille e al 4' Amauri raddoppia con un colpo di testa. A questo punto Schuster capisce che è meglio inserire Robben per un inguardabile Higuain, e il Real cambia ritmo, anche perché la Juve è stanca. L'area bianconera è assediata: al 14' Snijder prende il palo e al 21' Van Nistelrooy accorcia. Ultimi minuti di sofferenza: Ranieri toglie uno stanchissimo Amauri per Iaquinta ma la difesa bianconera non è mai affannosa. Adesso si può dire che la JUVE C’E’.
LA JUVE C’E’. LA JUVE C’E’. LA JUVE C’E’.

«Ho un gruppo solido, unito e compatto e stasera abbiamo avuto un pizzico di fortuna che altre volte non abbiamo avuto», ha detto il tecnico bianconero. «Per contrastare il Real dovevamo essere in condizioni eccellenti, non lo eravamo ma bisogna elogiare lo spirito e la qualità dei miei campioni. È stata una grande prestazione e dobbiamo continuare a insistere su questo tasto. Siamo un gruppo unito, non ho mai avuto un gruppo del genere, i ragazzi credono nell'allenatore. So che la società e la squadra mi sta vicina e possiamo uscire da questa situazione».

giovedì 2 ottobre 2008

Se fosse un ragazzino delle elementari sicuramente direbbero di lui che è bravo ma non si applica. Purtroppo non siamo alle elementari e il Bate Borisov non è un compito di matematica difficilissimo, ma una squadra di modeste speranze che bisognava assolutamente battere.

"Quanto credi di essere forte, la sconfitta è vicina!". E' questa purtroppo la dura legge del calcio e non importa l'entità dell'avversario che affronti: se questo ci mette più convinzione e voglia di vincere di te è molto probabile che torni a casa col risultato. Non è stata sbagliata la formazione come molti sostengono, anche perchè Camoranesi nel ruolo di playmaker centrale aveva giocato anche l'anno scorso con risultati più che buoni, è mancata piucchealtro la Juventus che affronta le partite da provinciale, la Juventus che basa le vittorie sulla quantità in mezzo in campo, la Juventus che lotta mai doma, insomma è mancata l'anima stessa della Juventus. Punto.
Ovviamente della serata di Minsk non è tutto da buttare: il carattere e la reazione giusta rimontando il doppio svantaggio già nella prima frazione, il ritorno al gol e non solo di un uomo importante come Vincenzo Iaquinta, i due assist del talentino Giovinco all'esordio sul palcoscenico europeo.

Insomma vedremo se questo pareggio un pò rocambolesco potrà essere finalmente il punto di svolta della stagione così come l'anno scorso lo fu il pareggio nel derby, dopo il quale la squadra di Ranieri riuscì ad inanellare una serie di vittorie molto importanti a scapito persino delle due milanesi. Il tempo ci darà risposte, intanto concetriamoci sul Palermo...

lunedì 29 settembre 2008

La Juventus paga salatamente in 4 giorni il suo cinismo. Dopo il pareggio rimediato mercoledì contro il Catania ecco un'altra battuta di arresto per gli undici di Ranieri che sembrano non saper più vincere. E’ vero le palle-gol non sono mancate e con esse pure una buone dose di sfortuna, ma come diceva il grande Enzo Ferrari la fortuna non esiste se sei il migliore. E la Juventus vista in queste ultime due uscite non solo non è la migliore ma non è neppure tra le migliori visto che i due punti rimediati in altrettante giornate l’hanno relegata in 6° posizione riacciuffata pure dal Milan protagonista di un inizio stagione deludente. La situazione non è disperata certo, siamo ancora a settembre come ricorda Mourinho ma visti i ritmi dello scorso anno è buona cosa non perdere contatto con il gruppetto dei primi per non doversi trovare a primavera a dover lottare per un magro quarto posto come successe l’anno scorso proprio ai rossoneri.
Le prossime partite avranno in palio qualcosa che andrà al di là dei semplici tre punti, vincere sarà fondamentale a cominciare da martedì.
FORZA RAGAZZI!!!!

lunedì 22 settembre 2008

Quando hai uno così la sfortuna non esiste. All'anagrafe AMAURI CARVALHO DE OLIVEIRA, ma per noi, popolo bianconero, è semplicemente A-M-A-U-R-I.
Acquistato quest'estate fra mille dubbi riguardanti non tanto la sua qualità quanto piuttosto la necessità di un altro attaccante nel parco offensivo dove già c'erano il capocannoniere DelPiero, il vice Trezeguet e un signor Iaquinta, senza contare il giovanissimo Giovinco, si è rivelato ben presto un giocatore fondamentale per la nostra causa. Con l'infermeria stracolma e in continua espansione, è anche grazie al bomber brasiliano infatti se siamo riusciti a far rispettare ancora una volta la legge della Juve: 4 partite, 4 gol, 3 vittorie per 1-0 e 1 solo gol subito. Così come contro l'Udinese, anche al Sant'Elia decide proprio Amauri con un gol dei suoi per opportunismo, potenza e coordinazione.

Questa Juve certo non brilla, non incanta, ma vince e lo fa anche quando i problemi di formazione sono tanti. Ranieri, infatti, deve rinunciare a Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Zanetti, anche Poulsen ha qualche problema e va soltanto in tribuna, mentre in difesa Ranieri schiera Mellberg e Chiellini in mezzo con Legrottaglie in panchina. Turno di riposo anche a destra, non c’è Grygera ma Salihamidzic. Insomma Juve in emergenza e come se non bastasse a metà primo tempo si fa male Buffon, vittima di un problema muscolare alla coscia destra. Al suo posto entrerà un Manninger motivatissimo a dimostrare il proprio valore e protagonista di una parata decisiva su Matri al 90°. Per ora il "camaleonte solido" sta un pò faticando ed è in testa, non voglio pensare a quando si metterà a correre.....



giovedì 18 settembre 2008

Siamo tornati. Finalmente quella musichetta ormai celebre torna a riecheggiare sugli spalti di Torino dopo due anni di astinenza, finalmente non saremo più costretti ad andare al cinema o in pizzeria per dimenticare che esiste anche la Champions League, finalmente possiamo riassaporare il calcio che conta perchè è vero che la Serie A è importante, ma la Champions Legue è tutta un'altra cosa. Non ci poteva essere debutto migliore se non contro lo Zenit San Pietroburgo, la squadra rivelazione del 2008 che ha demolito a Maggio il Bayern di Luca Toni per 4-0 in Coppa Uefa per poi ripetersi ad Agosto con il Manchester United portandosi in bacheca Coppa Uefa e Supercoppa Europea. La forza dello Zenit si basa soprattutto su schemi semplici ma efficaci, un centravanti di peso e qualità, due mezzepunte (danny e arshavin) che saltano sempre l'uomo e un centrocampo rognoso comandato dal veterano Tymoschuk, ierisera onnipresente.
In questi due anni però la Juventus ha dimostrato di non essere una squadra facilmente intimoribile soprattutto se di fronte trova squadre favorite dal pronostico e ne ha dato prova anche ieri sera dando battaglia ad uno Zenit più in palla e più avanti di condizione (in Russia sono quasi alla fine del campionato). Ma non è una novità, se è possibile questa è una squadra ancora più fisica di quella di Capello, una Juventus di guerrieri, di gente che lotta fino al 90°, una Juventus di Chiellini, di Sissoko, di Poulsen, di Buffon, ma è soprattutto la Juventus di Alex Del Piero. Chi altri poteva segnare il gol del ritorno in Champions se non lui, il capitano. E poi una capriola. Spensierata. Come quelle che fanno i bambini, perchè in fondo lui bambino non ha mai smesso di esserlo con quella voglia di giocare che lo porta a 33 anni ad essere ancora una volta il trascinatore della sua amata Signora adesso come 12 anni fa quando quella coppa la portò a casa. Si giocava a Roma come quest'anno, che sia tutto scritto dal destino?? Chissà...

Nel frattempo godiamoci un'altra perla, la n°38 in Champions. Una punizione. La specialità della casa. Che lui può battere in mille modi, ma con un unico risultato nel mirino: la rete che si gonfia. Era lontano dalla porta di Malafeev. Lontano, lontanissimo, ma non troppo. Rincorsa, palla colpita forte, con il giro "al contrario". Il portiere fa un passo dalla parte sbagliata. La palla gira vorticosamente, lui annaspa. Gol. Tutti in piedi.

Grazie Capitano.

lunedì 15 settembre 2008

Per la serie "ho perso un'occasione per sembrare intelligente", ecco un nuovo episodio dalla saga la "mamma degli imbecilli è sempre incinta". Il protagonista questa volta è un quasi sconosciuto al grande pubblico: il suo nome è Antonio Floro Flores ed è il classico giocatore che si può definire a tutti gli effetti un predestinato. Esordio in Serie A il 28 gennaio 2001 col Napoli che perde 3-0 contro la Roma, ma il suo apporto alla squadra partenopea si fa sentire eccome, tanto che a fine stagione addirittura retrocede. Seguono anni gloriosi seduto a centro-panchina finchè nel gennaio 2004 il seggiolino cede e viene così girato alla Sampdoria, dove in 6 mesi riesce pure a segnare un gol. Finiti i festeggiamenti torna al Napoli a giugno ma la società purtroppo fallisce così un fuoriclasse come lui non può che rifiutare la proposta della nuova società di ripartire dalla C1 e decide di trasferirsi al Perugia, ma cosa fanno l'anno successivo i Grifoni? Falliscono pure loro così il nostro "Re Mida" decide che è scoccata l'ora di affossare un'altra squadra: l'Arezzo, che puntualmente infatti spinto dal nostro bomber retrocede in serie C.
Siamo finalmente nell'estate del 2007 quando l'Udinese con un harakiri degno del più scellerato samurai decide di acquistarlo; mai acquisto fu più azzeccato: 4 gol in 40 partite. Un fenomeno, una media-gol spaventosa, in pratica un gol ogni 900 minuti. Immenso!!

Ma ecco che si arriva alla partita di domenica sera. Si gioca Juventus-Udinese, i bianconeri di Torino sono in vantaggio per 1-0 e la partita ormai volge al termine quando Mellberg incoscientemente prolunga di testa un pallone altrimenti innocuo e indovinate un pò sulla corsa di chi va?? Del nostro Antonio, chi altri sennò. E' la sua occasione, da solo a tu a tu per tu con Buffon, ha tutto il tempo per tirare, dai Antonio puoi entrare nella storia, attenzioneee....
Noooo, clamoroso si fa rimontare da Chiellini che lo disturba leggermente, neanche prova a tirare il salame, si lascia cadere manco l'area di rigore fosse una piscina e sapete cosa ha pure il coraggio di dire "'sto popò di scandalo" a fine partita?!?
"Capisco che contro la Juventus e` difficile che possano fischiare un rigore al novantesimo. Ma il rigore c’era ed era netto. Non avevo alcun motivo di buttarmi a terra, ero solo davanti a Buffon ed ero pronto a calciare quando ho sentito una spinta e sono caduto. Chiellini tra l’altro non ha neanche preso il pallone: l’avesse toccata, capirei. L’arbitro ha deciso cosi` e va bene, anche i direttori di gara possono sbagliare, ma ci sono i guardalinee".

Hmhm stellina, fa pure lo strafottente ma ringrazia Iddio che c'è qualcuno che ti fa pure giocare che il solo vederti a 100 metri dallo stadio è un'offesa per il calcio!! Ma pensa te chi fanno parlare....

domenica 14 settembre 2008

Nel segno di Amauri

LA PARTITA- L'anno scorso una squadra rompiscatole, quest'anno un camaleonte solido. E' questa la Juve di Ranieri targata 2008: granitica ma agile, potente ma tecnica, tempista ma sorniona. Ieri sera ha dimostrato di essere tornata una grande squadra consapevole delle propria forza, sì perchè i rischi nella partita contro l'Udinese potevano essere tanti dettati soprattutto da una ricerca smaniosa della vittoria dopo quella mancata all'ultimo minuto a Firenze e dal possibile nervosimo causato dalle numerose palle gol non concretizzate col tempo che si assottigliava sempre di più. Invece la Juventus è cresciuta, ha saputo aspettare creando sì numerose palle gol ma al tempo stesso mantenendo i reparti compatti tra loro e costringendo gli avversari alle barricate per quasi tutta la partita. E si sa se giochi tutta la partita in difesa contro una squadra come la Juventus alla fine il gol lo prendi con una probabilità del 100%: 22° del secondo tempo, il principe azzurro Amauri rompe il sortilegio e segna con un destro chirurgico dopo una percussione centrale della coppia Iaquinta-Sissoko.
Non un gol bellissimo, ma è il biglietto da visita di questa Juventus, una Juventus non leziosa, uno schiacciasassi che gli avversari li aggredisce, li calpesta, li frantuma. Anche se bisogna dirlo deve ancora migliorare nell'amministrare il vantaggio: questa volta è vero riesce a difenderlo ma Floro Flores non è Gilardino e diciamo che per adesso ci va pure bene.
Alla fine quindi la Juventus si aggiudica meritatamente i tre punti che gli permettono di raggiungere l'Inter e rimanere vicina al gruppetto di testa (molto importante visti i KO di Fiorentina, Milan e Roma). Non è stata vittoria facile, ma sicuramente meritata. C’è anche una coda appena polemica, perchè al 43’ Floro Flores, tutto solo davanti a Buffon, frana a terra dopo un contatto con Chiellini: fallo? Assolutamente no, ridicola la sceneggiata dell'attaccante friuliano nell'occasione che neanche prova a calciare, bravo invece De Marco che sceglie bene: per la Juve solo un grande spavento, per l’Udinese un pizzico di rammarico, anche se le proteste sono minime. Buona comunque la prestazione della squadra di Ranieri.

L'ANALISI DEL MISTER - Ranieri è soddisfatto. Non è stata una partita semplice: «L'Udinese gioca bene, aspetta e riparte alla grande. Ma noi abbiamo macinato gioco e abbiamo avuto tante palle gol. La squadra mi piaciuta soprattutto nel primo tempo. La palla non voleva proprio entrare». La svolta è stato il gol di Amauri, che ha sbloccato la partita: «E' stato fondamentale. Oltre alla rete, si è mosso tantissimo, anche in fase di ripiegamento. La coppia Amauri-Iaquinta ha funzionato. D'altra parte abbiamo preso Amauri anche per questo: può giocare assieme a tutte le altre nostre punte». Risultato portato a casa anche perchè oggi c'era qualche motivazione in più: «I ragazzi ci tenevano tanto a vincere questa prima partita casalinga. E' stata la vittoria della volontà». Qualche difetto lo ha riscontrato nel secondo tempo: «Mi è piaciuta la velocità che hanno impresso al gioco i miei ragazzi. Mi è piaciuta meno la frenesia che ho visto in alcune situazioni».

CLIMA CHAMPIONS- Oggi siamo già in clima Champions League ed è un appuntamento che la Juventus aspetta da due anni e che non vuole assolutamente fallire. Trezeguet e Del Piero ieri hanno giocato appena i minuti di recupero, nessuno dei due sembrava contento, ma va bene così perchè mercoledì c’è lo Zenit e all’appuntamento con la Champions League Mister Ranieri vuole presentarsi con la coppia-gol più prolifica nella storia della Vecchia Signora. Meglio se famelici e arrabbiati.
A mercoledì.



giovedì 4 settembre 2008

Tornato. Le vacanze purtroppo sono finite e così si ritorna nuovamente al solito tram tram di tutti i giorni. Casa, vecchi amici, univerisità, Black Silk ma soprattutto ... Juventus.
Diciamo che il bilancio estivo si è chiuso con un sorriso appena abbozzato. Innanzitutto la riconquista della Champions dopo due anni di assenza, competizione importante come l'aria che respiriamo per una squadra come la nostra che vuole puntare a tornare grande tra i grandi.

Passiamo poi al mercato: non sono arrivati i grandi nomi è vero ma comunque mi voglio preservare dall'esprimere qualsiasi giudizio in merito anche perchè la Nazionale campione del mondo insegna che a volte non sono i grandi nomi a far vincere quanto piuttosto i vari Gattuso, Cannavaro, Perrotta, gente con le palle insomma. Inoltre non mi dispiace la politica societaria in stile Arsenal che vede la Juventus partire dai giovani e dal vivaio per costruirsi dei futuri campioni in casa propria; tanti sono i nomi molto promettenti che hanno trovato posto anche in prima squadra come Giovinco, Fausto Rossi, Marchisio, De Ceglie, Ariaudo per non parlare della punta della Primavera Immobile autore due giorni fa di una doppietta che ha permesso di distruggere la Roma per 3 a 0 al torneo De Cecco. Insomma il tempo ci darà ragione.
Nel frattempo però guardiamo anche al presente perchè domenica si è giocata la partita delle partite: Fiorentina-Juventus. Una partita che va al di là del campionato, una rivalità ancestrale che divide da sempre le due squadre e proprio per questo ci tengo a sottolineare la sportività di entrambe le tifoserie che hanno dato vita ad un bello spettacolo creando uno stadio bollente sì ma mai violento e dimostrando che tutto il mondo non è paese. Sì perchè appena qualche ora prima a nemmeno 300 km di distanza dal Franchi più di un migliaio di bestie napoletane avevano dato sfoggio della loro brutalità, del loro essere animali sfasciando un treno, picchiando donne e bambini di ritorno dalle vacanze e distruggendo tutto ciò che gli capitava a tiro. Mi dispiace dirlo ma ancora una volta i napoletani si sono dimostrati dei deficienti; eh sì purtroppo è così. Perchè dopo che il Nord li considera sullo stesso piano degli Africani e delle bestie, dopo che le ultime elezioni hanno decretato il successo della Lega i cui unici punti di programma sono la secessione e il federalismo -sintomo dell'intolleranza nei loro confronti- e dopo che tutta l'estate non si è fatto altro che parlare male non solo in Italia ma in tutto il mondo di Napoli con la storia dei rifiuti era forse il caso di farsi gratuitamente dell'altra pubblicità negativa?!? Mah.

L'Osservatorio del Viminale non ha sbagliato a concedere loro la trasferta, forse è stato troppo generoso nel concedergli una seconda possibilità, la più importante che avevano per riscattarsi dopo tutta la merda che era stata gettata sul nome della città che dicono di amare. Adesso se il Calderoli di turno viene e dice che tutta quella spazzatura se la meritavano sempre più gente comincerà a chiedersi perchè no?!? E se un domani non troppo lontano arrivasse perfino a proporre una secessione da quei "meridionali bifolchi e baluba che rubano e distruggono", quanta gente di Milano, Torino e Venezia già adesso intollerante riuscirebbe a reclutare?
E' vero Napoli è la città della canzone, della poesia, dell'arte e del teatro, ma se non ci sarà un cambio di tendenza generale fra poco molti potrebbero anche dimenticarselo....