lunedì 14 luglio 2008

Ora c'è anche l'ufficialità: Christian Poulsen è un giocatore della Juventus. Lo ha annunciato il club sul proprio sito. Il centrocampista danese «ha firmato questo pomeriggio un contratto quadriennale - si legge nella nota - dopo essere stato sottoposto, in mattinata, alle visite mediche». Lo Juventus Football Club ha perfezionato l'acquisto di Christian Bager Poulsen per 9,75 milioni di euro. L'accordo perfezionato con la società spagnola Sevilla Football Club, si legge in una nota, prevede che l'importo sia pagabile in tre rate: 4,75 milioni entro il 19 luglio, 2,5 milioni entro l'11 luglio 2009 e 2,5 milioni entro l'11 luglio 2010.

Ecco le prime parole del neo-juventino.
«Sono molto felice di entrare a far parte di un club così prestigioso. La Juventus è una delle squadre più importanti del mondo e mi auguro di poter far bene. Sono un centrocampista difensivo ma sono anche in grado di giocare in posizione più avanzata. La mia speranza è riuscire a regalare una sorpresa al pubblico italiano, che mi considera un giocatore rude, mostrando di avere anche una buona tecnica. Avrò tempo per dimostrarlo e per dare un'altra immagine di me». «Aver giocato nel Siviglia - dice ancora Poulsen - credo sia stata una buona esperienza per me, prima di arrivare alla Juventus. Ho già visto giocare i miei nuovi compagni tante volte, perchè, come ho detto, questo è uno dei club più importanti del mondo. Ha una grande storia e sono orgoglioso di essere qui».

Il mister Ranieri ci mette pure la faccia: «non ditemi che l'abbiamo preso perchè era quello che costava di meno... Le proteste dei tifosi? Se è piaciuto Sissoko questo è persino meglio perchè è più maturo, ha maggiore esperienza internazionale. Poi magari Sissoko diventerà ancora più forte negli anni, però state certi che se i tifosi amano Sissoko ameranno ancora di più Poulsen, che diventerà un loro idolo...Con Poulsen tatticamente c'è anche maggiore possibilità che la squadra regga meglio le tre punte»

venerdì 11 luglio 2008

E così nella fresche lande della Val Rendena arriva anche lui, il Vichingo biondo Olof Mellberg che alla matura età di 31 anni è pronto per l’avventura italiana. Acquistato dalla Juve nel gennaio 2008, ha salutato il Villa Park e l’Aston Villa dopo 7 stagioni da assoluto protagonista, capitano e trascinatore, combattente amato dai tifosi, 260 volte in campo e sette gol. Stimato da David O’Leary prima, quindi da Martin O’Neill e infine da Zac Knight, i Villans se lo andarono a prendere 24enne dal Racing Santander, dove aveva militato per 3 anni con ottime prestazioni. Ora i bianconeri, coi quali ha firmato un contratto triennale: arrivato a costo zero, aveva firmato un pre-contratto già nello scorso gennaio.

Negli ultimi mese a Birmingham non ha lesinato impegno con la sua fascia da capitano appiccicata al braccio e il 3 maggio ha salutato per l’ultima volta i suoi tifosi assiepati sulle gradinate del Villa Park. Poi, contro il West Ham, ha vestito per l’ultima voglia il claret&blue: quel giorno all’Upton Park lo svedese ha portato con sé 3100 magliette dell’Aston Villa col suo nome, numero e la scritta Thanks 4 Your Support. Più di 40mila sterline spese per consegnare un omaggio a ciascuno dei tifosi presenti sulle gradinate dell’impianto londinese, giunti fin lì per salutare il loro storico numero 4, capace nel 2003 di vincere il Guldbollen, il riconoscimento come miglior giocatore svedese dell’anno

Le sue prime parole, appena appresa l’ufficialità del passaggio alla corte di Claudio Ranieri sono state: “Arrivo in un club prestigioso, davvero non vedo l’ora. Sono molto felice per questo accordo, quella in Italia sarà un’esperienza importante. Ora devo chiudere al meglio la stagione con l’Aston Villa ma davvero non vedo l’ora di raggiungere la Juventus e di dare il massimo con la maglia bianconera“. E il tecnico bianconero così parlò 6 mesi fa circa il difensore scandinavo: “Mellberg è un giocatore che conosco bene e che seguivo già dai tempi del Chelsea. È un difensore centrale in grado di coprire anche la fascia destra, come sta facendo quest’anno. Giocatore con una struttura fisica importante ma molto reattivo, Mellberg porterà alla Juventus un contributo di esperienza internazionale e di qualità“.

Mellberg è pronto a diventare un idolo della tifoseria della Vecchia Signora e tutti si aspettano da lui un campionato di livello: lui non vede l’ora di esordire in Champions League, competizione a cui non ha mai partecipato, e di mettersi a disposizione di tecnico e compagni. Insomma, in bocca al lupo Olof!

E noi ingenui che ce la immaginavamo disperata ed emaciata, Ingrid Betancourt, incatenata ad una mangrovia con il fucile del guerrigliero puntato alla testa e nessun contatto con il mondo esterno. Noi ingenui che abbiamo fatto manifestazioni di solidarietà nei confronti di questa donna che tutti sostenevano essere una grande donna e che ci siamo commossi davanti ai televisori quando hanno dato la notizia della sua liberazione.
D'altronde sei anni prigioniera delle Farc, le forze armate rivoluzionarie della Colombia, non sono poca cosa. Evidentemente però non abbastanza visto l'intervista che la signora ha avuto il coraggio di rilasciare ad un quotidiano francese.

Infatti pare che uno degli eventi che l'abbiano colpita di più durante i sei anni di prigionia sia stato la craniata di Zidane a Materazzi nella finale della Coppa del Mondo 2006: "Ho adorato la testata di Zidane a Materazzi, credo che anch'io avrei fatto lo stesso e me la sono anche presa con chi lo ha criticato". Non apprezzato, non condiviso: A-D-O-R-A-T-O!!
Ma cos'è un mostro?! Una che è stata tenuta prigioniera per 6 anni nella giungla lontana dai figli, che si è sempre proclamata paladina dei diritti umani e che a maggior ragione in questo momento dovrebbe condannare ogni forma di odio o quantomeno occuparsi di altre questioni ben più importanti non solo giustifica ma addirittura ADORA un gesto di violenza commesso da un uomo ad un altro uomo per una stupidissima partita di calcio. Importante sì, ma comunque sia sempre sport, sport e sottolineo ancora sport. Zidane quel giorno sbagliò il timing, e forse anche Ingrid la battuta avrebbe potuto risparmiarsela. Mi auguro che torni nuovamente ad occuparsi di problemi ben più importanti sperando che questo sia stato soltanto un isolato "colpo di testa".

mercoledì 9 luglio 2008


Navigando qua e là su Internet mi sono imbattuto in un'intervista che il giornalista Enzo Biagi ha rilasciato al Tirreno il 16 Agosto 2007 e nella quale presenta la sua personale visione sul processo farsa Calciopoli. La riporto in versione integrale qui di seguito.

“Una sentenza pazzesca, e non perchè il calcio sia un ambiente pulito.
Una sentenza pazzesca perchè costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome.
Una sentenza pazzesca perchè punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna.
E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perchè tutto è uscito fuori in un determinato momento?
Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l’ex Re d’Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti.
Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?”.

"La banda del telefonino" ha colpito ancora...

lunedì 7 luglio 2008


Per il ritorno nell'Europa che conta, la Signora ha tirato fuori dall'armadio il vestito nuovo. Nel primo giorno di attività, al Media Center di Vinovo, sono state presentate le divise che la squadra utilizzerà per tutta la stagione 2008-09. E per realizzarle, lo sponsor tecnico Nike si è ispirato al passato vincente del club.
La prima maglia ricorda infatti il leggendario ciclo degli anni '70, quello tanto per intedersi del mister Armando Picchi, che aveva appena smesso di giocare, quello dei giovani Furino, Bettega, e Capello; mentre il color oro della seconda maglia celebra i successi internazionali come augurio per quelli che arriveranno...
Noi aspettiamo!!

Questa volta, amici miei, non sono qui per parlare di Juventus: rubo un po’ di spazio a questo blog a favore di un uomo che devo dire se lo merita tutto forse anche di più. Si chiama Oscar Pistorius, è nato il 22 novembre 1986 a Pretoria, in Sudafrica. Quando lo vedi correre sembra perfetto: fisico atletico, busto in avanti, muscoli della faccia che sfidano la velocità, sincronia nel movimento delle braccia. Purtroppo perfetto non è, tutta colpa di quelle gambe che non ha mai avuto. A un anno infatti gliele hanno amputate entrambe dalle ginocchia in giù: era nato senza la tibia, colpa di una malformazione. Il piccolo Oscar non si perde d'animo: va a scuola, frequenta l'high school di Pretoria, gareggia nel rugby e nel water polo. Sport, dunque, sempre e comunque. Ancora una volta però il destino che era stato tracciato per lui torna nuovamente a cercarlo: un incidente al ginocchio lo costringe a cambiare disciplina.


Ma Oscar non ci sta a darsi per vinto: l'atletica arriva all'inizio come forma di riabilitazione. Poi con i risultati. Alle Paraolimpiadi del 2004 a Atene Pistorius arriva terzo nei 100 e vince l'oro nei duecento. Da allora accumula tempi da record in ogni competizione. Corre i 400 metri in 46"56 (44 secondi è il tempo dell'oro alle Olimpiadi di Atene ) e i 100 in 10.91 (9"85 è il tempo del vincitore dei Giochi olimpici 2004). Nel 2005 partecipa al Gran gala di atletica a Helsinki, è la prima volta che un paratleta compete con i normoatleti. Il 5 aprile 2007 arriva il record nei 200 metri: 21"58. Michael Johnson nel 1996 aveva fermato le lancette su 19"32 e da allora nessuno è andato più veloce.
Con questi tempi si capisce perchè Oscar Pistorius voglia banalmente, semplicemente, normalmente partecipare ai Giochi olimpici di Pechino 2008. E qui comincia la querelle, la questione è semplice: l'atleta non sarà ammesso alle Olimpiadi del 2008 perché, dice la Iaaf, "le sue gambe non tradizionali lo avvantaggiano rispetto agli altri atleti". E poichè il gesto atletico per essere puro non può e non deve essere condizionato da elementi tecnologici, quelle due lame di carbonio - tra l'altro più lunghe rispetto alla corporatura di Pistorius - sono un trucco, un vantaggio. Gambe tecnologicamente modificate. Ecco, un doping di carbonio.
Alla fine però la Iaaf si è dovuta arrendere al parere positivo dato dal Tribunale Sportivo Internazionale di Losanna: “Oscar può andare alle olimpiadi!”. Adesso gli manca solo il tempo, il pass olimpico sui 400 metri che potrà provare a conquistare nella gare di Roma o Lucerna, dopo aver fallito l’opportunità all’arena di Milano il 2 Luglio scorso.

Intanto Oscar corre. Arriva agli allenamenti in macchina, scende camminando su gambe finte ma "normali" , tira fuori dal portabagagli le sue lame di carbonio, si cambia gli arti, prima l'uno e poi l'altro, e comincia a correre. Corre in attesa di un via libera da Pechino che speriamo possa già arrivare a Roma.

mercoledì 2 luglio 2008

Dall'Inter rivogliamo lo scudetto che ci ha rubato non certo i giocatori. Noi tifosi della Signora abbiamo le idee molto chiare: Dejan Stankovic-Juventus è un matrimonio che non sa da fare. Assolutamente. Il giocatore serbo, infatti, si è macchiato di due colpe 'molto gravi' che gli impediscono di vestire e onorare la casacca bianconera.

Punto primo: Stankovic non è semplicemente uno delle "migliaia" di giocatori dell'Inter, è il giocatore anti-juventino per antonomasia che, tra l'altro, è sempre stato in prima linea nello sbandierare ai quattro venti la sua ostilità ai nostri colori.
Punto secondo: Stankovic, ai tempi della Lazio, firmò slealmente sia con la Juve che con l'Inter evitando la squalifica grazie al mancato ricorso della Juve che, di fatto, lo consegnò tra le braccia di Massimo Moratti. Forse il serbo crede che tutte le squadre siano come l'Inter ma noi non siamo un albergo dove può entrare ed uscire a suo piacimento, quindi: F-U-O-R-I-I-I!!!

Nonostante le rassicurazioni di Cobolli Gigli, la coppia Secco-Blanc però sembra aver già trovato l'accordo col giocatore e se l'Inter nei prossimi giorni abbasserà le sue richieste (da 15 a 8-10 milioni di euro) l'affare dovrebbe chiudersi nonostante le resistenze dei tifosi. Il vice-Nedved, quindi, potrebbe essere proprio lui.

In campo, ovvio. Perché in curva l'amore continua ad essere ceco...