lunedì 7 luglio 2008

Per il ritorno nell'Europa che conta, la Signora ha tirato fuori dall'armadio il vestito nuovo. Nel primo giorno di attività, al Media Center di Vinovo, sono state presentate le divise che la squadra utilizzerà per tutta la stagione 2008-09. E per realizzarle, lo sponsor tecnico Nike si è ispirato al passato vincente del club.
La prima maglia ricorda infatti il leggendario ciclo degli anni '70, quello tanto per intedersi del mister Armando Picchi, che aveva appena smesso di giocare, quello dei giovani Furino, Bettega, e Capello; mentre il color oro della seconda maglia celebra i successi internazionali come augurio per quelli che arriveranno...
Noi aspettiamo!!
Questa volta, amici miei, non sono qui per parlare di Juventus: rubo un po’ di spazio a questo blog a favore di un uomo che devo dire se lo merita tutto forse anche di più. Si chiama Oscar Pistorius, è nato il 22 novembre 1986 a Pretoria, in Sudafrica. Quando lo vedi correre sembra perfetto: fisico atletico, busto in avanti, muscoli della faccia che sfidano la velocità, sincronia nel movimento delle braccia. Purtroppo perfetto non è, tutta colpa di quelle gambe che non ha mai avuto. A un anno infatti gliele hanno amputate entrambe dalle ginocchia in giù: era nato senza la tibia, colpa di una malformazione. Il piccolo Oscar non si perde d'animo: va a scuola, frequenta l'high school di Pretoria, gareggia nel rugby e nel water polo. Sport, dunque, sempre e comunque. Ancora una volta però il destino che era stato tracciato per lui torna nuovamente a cercarlo: un incidente al ginocchio lo costringe a cambiare disciplina.
Ma Oscar non ci sta a darsi per vinto: l'atletica arriva all'inizio come forma di riabilitazione. Poi con i risultati. Alle Paraolimpiadi del 2004 a Atene Pistorius arriva terzo nei 100 e vince l'oro nei duecento. Da allora accumula tempi da record in ogni competizione. Corre i 400 metri in 46"56 (44 secondi è il tempo dell'oro alle Olimpiadi di Atene ) e i 100 in 10.91 (9"85 è il tempo del vincitore dei Giochi olimpici 2004). Nel 2005 partecipa al Gran gala di atletica a Helsinki, è la prima volta che un paratleta compete con i normoatleti. Il 5 aprile 2007 arriva il record nei 200 metri: 21"58. Michael Johnson nel 1996 aveva fermato le lancette su 19"32 e da allora nessuno è andato più veloce.
Con questi tempi si capisce perchè Oscar Pistorius voglia banalmente, semplicemente, normalmente partecipare ai Giochi olimpici di Pechino 2008. E qui comincia la querelle, la questione è semplice: l'atleta non sarà ammesso alle Olimpiadi del 2008 perché, dice la Iaaf, "le sue gambe non tradizionali lo avvantaggiano rispetto agli altri atleti". E poichè il gesto atletico per essere puro non può e non deve essere condizionato da elementi tecnologici, quelle due lame di carbonio - tra l'altro più lunghe rispetto alla corporatura di Pistorius - sono un trucco, un vantaggio. Gambe tecnologicamente modificate. Ecco, un doping di carbonio.
Alla fine però la Iaaf si è dovuta arrendere al parere positivo dato dal Tribunale Sportivo Internazionale di Losanna: “Oscar può andare alle olimpiadi!”. Adesso gli manca solo il tempo, il pass olimpico sui 400 metri che potrà provare a conquistare nella gare di Roma o Lucerna, dopo aver fallito l’opportunità all’arena di Milano il 2 Luglio scorso.
Intanto Oscar corre. Arriva agli allenamenti in macchina, scende camminando su gambe finte ma "normali" , tira fuori dal portabagagli le sue lame di carbonio, si cambia gli arti, prima l'uno e poi l'altro, e comincia a correre. Corre in attesa di un via libera da Pechino che speriamo possa già arrivare a Roma.![]()
mercoledì 2 luglio 2008
Dall'Inter rivogliamo lo scudetto che ci ha rubato non certo i giocatori. Noi tifosi della Signora abbiamo le idee molto chiare: Dejan Stankovic-Juventus è un matrimonio che non sa da fare. Assolutamente. Il giocatore serbo, infatti, si è macchiato di due colpe 'molto gravi' che gli impediscono di vestire e onorare la casacca bianconera.
Punto primo: Stankovic non è semplicemente uno delle "migliaia" di giocatori dell'Inter, è il giocatore anti-juventino per antonomasia che, tra l'altro, è sempre stato in prima linea nello sbandierare ai quattro venti la sua ostilità ai nostri colori.
Punto secondo: Stankovic, ai tempi della Lazio, firmò slealmente sia con la Juve che con l'Inter evitando la squalifica grazie al mancato ricorso della Juve che, di fatto, lo consegnò tra le braccia di Massimo Moratti. Forse il serbo crede che tutte le squadre siano come l'Inter ma noi non siamo un albergo dove può entrare ed uscire a suo piacimento, quindi: F-U-O-R-I-I-I!!!
Nonostante le rassicurazioni di Cobolli Gigli, la coppia Secco-Blanc però sembra aver già trovato l'accordo col giocatore e se l'Inter nei prossimi giorni abbasserà le sue richieste (da 15 a 8-10 milioni di euro) l'affare dovrebbe chiudersi nonostante le resistenze dei tifosi. Il vice-Nedved, quindi, potrebbe essere proprio lui.
In campo, ovvio. Perché in curva l'amore continua ad essere ceco...
lunedì 30 giugno 2008

Alla fine è consolante essere stati mandati fuori dal torneo europeo dai vincitori!!
Onore a chi il gioco più bello del mondo è riuscita a nobilitarlo dimostrando, anche col risultato finale, di essere in questo momento la squadra più forte sulla piazza europea e soprattutto di saper giocare a pallone, una cosa che a volte, nonostante i risultati eclatanti, non tutti dimostrano di saper fare. E mi riferisco ovviamenti alla Germania, che come ogni volta si era già autocelebrata campione per essere arrivata là grazie ad un cammino che definire in discesa è alquanto riduttivo; era successo ai mondiali del 2002 dove approdò in finale senza incontrare praticamente nessuno e infatti prese due belle pappine a zero dal Brasile, è successo nel 2006 contro l’Italia giunta in semifinale con un girone praticamente aggiustato a regola d’arte e anche in quell’occasione ovviamente riprese altre due belle pizze senza attenuanti dalla nostra Nazionale; ed è risuccesso pure quest’anno. Girone alquanto ridicolo con Austria, Polonia e Croazia, sconfitta contro la Croazia, qualificata all’ultima partita come seconda vincendo per 1-0 contro un’Austria che sinceramente si trovava all’Europeo solo in virtù di paese ospitante e vittoria immeritata in semifinale per 3-2 con gol al 90esimo contro una Turchia incerottata con in campo 8 riserve su 11 giocatori. Non si può certo dire un cammino trionfale, ma ai tedeschi si sa ci vuole poco per fargli rivivere il mito della razza ariana e così, per la serie “chi si loda si imbroda”, ecco l’immancabile sfottò rivolto a noi italiani.
Articolo direttamente targato Bild datato 29 giugno 2008, testuali parole: "La Germania ce l'ha veramente fatta ad arrivare in finale. Bisogna riconoscere che non abbiamo brillato contro Croazia, Austria e Turchia. E allora? Siamo in finale! Questo è ciò che conta. Ci sono riusciti gli italiani o i francesi? Adesso c'è la Spagna. Di sicuro sono in grado di esprimere un gioco più bello del nostro, ma, sotto la guida di Jogi Löw noi non ci facciamo trovare impreparati quando si tratta di giocare al calcio. E possiamo sempre contare sulle virtù tedesche di cui andiamo fieri - impegno, voglia di vincere, passione e spirito di squadra. Tirate fuori tutta l'energia ragazzi! Il resto verrà da solo."
Ma quando impareranno a parlare dopo i fatti?!?! Boh!!
Fatto sta che comunque un’altra figura di merda, l’ennesima, è stata messa in cassaforte e va a riempire la loro particolarissima bacheca ormai in continua espansione. Non fosse per altro per le parole degli spagnoli al termine della partita. "La finale dell'Europeo si è giocata domenica 22 giugno. L'ha vinta la Spagna battendo ai rigori l'Italia 4-2. Quando giochiamo così, non ci sono squadre che possano resistere. L'Italia lo ha fatto, cedendo solo dagli undici metri" ha detto Aragones da gran signore, esaltando la grandezza della difesa azzurra, unica in tutto il torneo a non avere subito gol dalla Spagna, seguito a ruota dal portiere spagnolo Iker Casillas che, evidentemente sentendo ancora nelle mani la respinta sul tiro ravvicinato di Mauro Camoranesi e la deviazione oltre la traversa del colpo di testa di Totò Di Natale, ha tenuto a ribadire che senza dubbio il match con l'Italia è stato il più duro e soprattutto il più emozionante.
Poveri Tedeschi, come si dice in questi casi: CORNUTI E MAZZATI!!!
Ps: ah dimenticavo ovviamente da nazione civile e sportiva quale è sempre stata, anche ieri sera la Germania ha voluto darne una dimostrazione ulteriore impedendo agli spagnoli che si trovavano in terra teutonica di festeggiare la vittoria, mentre loro stasera potranno festeggiare con un milione di persone a Berlino la loro Nazionaletta perdente d'Europa.
Complimenti complimenti e ancora complimenti!!
venerdì 27 giugno 2008
Quando bisogna dirlo, bisogna dirlo: stavolta la Figc e Lippi non hanno fatto proprio una gran bella figura. Non l’ha fatta Abete che non ha fatto nemmeno in tempo a congedare Roberto Donadoni che già aveva nel suo ufficio il tecnico viareggino e non l’ha fatta neppure Lippi (mi dispiace dirlo da juventino ma è così) che sono ormai due anni che sta gufando spudoratamente contro la Nazionale. Un paio di mesi fa in un’intervista disse che aveva rifiutato molte panchine perché stava aspettando che si creassero le condizioni propizie per tornare, io mi auguravo si riferisse alla Juventus e invece no. Quando dopo la fortunata spedizione in Germania lasciò la panchina della Nazionale pensai che avesse preso la decisione giusta, troppe infatti erano state le critiche e le offese nei suoi confronti a Coverciano, come anche nei confronti di Cannavaro e Buffon ai quali gran parte dei tifosi chiedeva di tornarsene a casa; lui però non si è scomposto, ha vinto il Mondiale non senza una buona dose di fortuna e da signore si è fatto da parte senza rinfacciare niente a nessuno. A questo punto però doveva farsi da parte definitavamente, invece si è comportato da bambino: voleva che tutti acclamassero a gran voce il suo ritorno, voleva sentirsi desiderato, una sorta di ripicca nei confronti di quelli che non l’avevano voluto.
Sinceramente adesso sono molto deluso di questo ritorno e ora come ora non so nemmeno se riuscirò a tifare Italia nelle prossime partite. Ancora una volta abbiamo assistito alla dimostrazione che in Italia la lealtà sportiva e la serietà non paga: basta vedere in che modo è stato cacciato via Donadoni, quasi come un delinquente. Non ho sentito nessuno che non abbia dato la colpa all’allenatore, nemmeno UNO!! Tutta colpa sua come se il rigore anziché di Natale o De Rossi l’avesse battuto lui oppure, che so, come se quella gambina a Toni gliela dovesse spingere lui per fargli fare gol.
E’ uscito contro la Spagna è vero, ma ammettiamo obiettivamente che con la squadra che avevamo è stato anche troppo passare il turno e andare ai calci di rigore ai quarti di finale. Ma stiamo scherzando?! Non c’è paragone fra le due formazioni a parte Buffon.
Comunque Donadoni, nonostante la forte amarezza, ancora una volta si è dimostrato per quel signore qual è.
"In questi due anni la mia Italia ha fatto anche qualcosa di positivo, un'ultima partita non può cancellarlo[…].Per quanto riguarda Lippi se ne parla da due anni. Ognuno ha il suo modo di proporsi alla gente, non sono io a dover insegnare agli altri come comportarsi. Al presidente Abete non ho chiesto se c'è stato un incontro con Lippi. Ognuno è libero di fare quel che vuole, io non discuto i comportamenti degli altri. Non voglio cadere in mancanza di eleganza […]. E' comunque stata un'esperienza stupenda, la rifarei subito, già domani mattina. Rifarei tutto, perchè tutto quel che ho fatto, l'ho fatto con coscienza. Ringrazio Abete, Guido Rossi, tutto il mio staff. Non mi sono mai sentito solo perchè attorno a me avevo, i giocatori e tanta gente […]. Perché al momento di firmare il contratto ho chiesto di tornare alla formula originaria, in primo tempo rifiutata? Credo nei rapporti con le persone, nei modi e nei tempi giusti. Quando ho capito che c'era la possibilità, ho fatto quella scelta. Lo dimostra il fatto che ho rinunciato alla penale. Non voglio fare sempre la figura del ragazzo perbene, i soldi fanno comodo a tutti: ma ho dimostrato di credere in altri valori".
E’ stato un orgoglio averlo avuto come ct della Nazionale perché nel calcio qualche volte si vince e molte altre si perde, ma la serietà e lo stile sono una cosa che nessun calcio di rigore sbagliato e nessuna coppa vinta può toglierti o darti!!
Grazie Mister.
martedì 24 giugno 2008

Contro l'Italia domenica è stato il migliore in campo, ma in generale è dall'inizio dell'Europeo che Senna sta dimostrando di essere la vera anima della Spagna. Per il centrocampista di origini brasiliane sembra essere arrivato il grande momento con la possibilità di sbarcare proprio in Italia.
Negli ultimi giorni, infatti, sembra che la Juventus si sia fatta avanti, congelando la trattativa con il Liverpool per Xabi Alonso e contattando il Villarreal. Senna, dopo aver tolto il posto da titolare al compagno in nazionale, potrebbe quindi ora soffiargli anche il contratto con il club bianconero.
Dal ritiro austrico il diretto interessato non conferma, ma lancia messaggi: "Solo sapere che la Juve sa che esisto mi riempie d'orgoglio. Dell'Italia mi piacciono Milan e Juve, l'Inter invece no, non mi ha mai affascinato. Certo che se davvero la Juve dovesse chiamarmi non ci dormirei per tre giorni, sarebbe la tappa d'oro della mia carriera".
Non so se poi verrai a Torino oppure no, di sicuro mi stai già simpatico!!! Anche se domenica certo potevi impegnarti un pò di meno...
lunedì 23 giugno 2008
E' finita. Questa volta i rigori sono stati fatali per gli Azzurri, che si sono presentati dagli undici metri scarichi, quasi demotivati. Si è visto subito che le facce non erano quelle di Berlino 2006, quando lo stesso Lippi ammise di non aver mai visto nella sua carriera così tanta determinazione e così tanta voglia di voler calciare in porta quel pallone. Si sa, nel calcio le motivazioni sono molto importanti e se un giocatore non riesce a trovarle in un quarto di finale del campionato europeo contro la Spagna non c'è mister in panchina che tenga. Così L'Italia saluta in anticipo questo Europeo, un Europeo nel quale non si può certo dire di essere stati favoriti negli episodi sia per sfortuna sia per mancanza di cinismo, ma non dobbiamo nemmeno sorvolare sul fatto che questa nazionale ha fatto 3 gol in 4 partite dei quali nessuno su azione: calcio d'angolo, rigore e punizione.
Quindi l'eliminazione contro una Spagna forte e agguerrita ci può stare; sconfitti a testa alta comunque in una partita equilibrata che poteva essere risolta in qualsiasi momento da entrambe le squadre. L'Italia ha pagato forse la mancanza di un vero leader navigato in squadra, di esterni di ruolo che potessero dare maggiori soluzioni offensive allargando il gioco sulle fasce e di un attaccante da mettere in sostituzione di un Toni un pò appannato, ma ora come ora questi non restano altro che discorsi da bar.
Non ci rimane che ringraziare i nostri giocatori e il mister Donadoni per averci regalato in questi due anni post-mondiali una Nazionale competitiva a livello internazionale e un gruppo giovane sul quale ripartire per poter puntare a nuovi successi!!
Road to Confederations Cup South Africa 2009!!






