venerdì 13 giugno 2008


Questo è lo spot andato in onda sulle emittenti televisive tedesche nel quale un assai improbabile italiano che “casualmente” risponde al nome di Toni si avvicina a un commesso: “Chiede il mio amico quanto costa l’ultimo modello? “700 euro”, risponde in modo professionale l’addetto alle vendite Media Markt. E Toni, all’amico che attende al telefonino, replica pronto: “1.000 euro”. Per i pubblicitari tedeschi l’italiano truffa persino il miglior amico.

Questa è l’immagine dell’Italia che ogni volta la Germania esporta gratuitamente in tutto il mondo. Supercafoni. Magnacci. Petto villoso in bella vista. Assolutamente fuori moda. E soprattutto truffatori. Adesso però è l’ora di farla finita una buona volta!!!

Poverini fanno pena questi teutonici!! Dal momento che contro di noi non possono vantare grandi successi vedono bene di offenderci nei modi più squallidi. Ovviamente noi italiani siamo di gran lunga superiori e non replichiamo perché offendere la Germania sarebbe come sparare su un’ambulanza; basterebbe ricordarle i tanti episodi xenofobi di cui si è resa protagonista, tra i quali l’ultimo proprio l’8 giugno a Klagenfurt dove sono stati arrestati oltre 140 tedeschi che marciavano nel centro storico gridando parole ispirate al passato nazista tipo ''Tutti i polacchi devono portare una stella gialla''!! Ah krukki krukki, fareste bene a guardare prima a casa vostra che è molto meglio.

Comunque non abbassiamoci al loro livello di stupide provocazioni, facciamogli vedere cosa vuol dire essere italiani attraverso tre partite che sono entrate nella storia del calcio mondiale. Iniziamo.

ITALIA-GERMANIA 4-3

Il 17 giugno del 1970 la storica semifinale dell'Azteca di Città del Messico, vinta dagli azzurri per 4-3 grazie alla decisiva rete di Gianni Rivera al 111'. Tempi regolamentari finiti sull'1-1, con la rete di Bonisegna pareggiata al 93' da Schnellinger che beffa Albertosi. Cominciano qui, con i supplementari, le incredibili emozioni di una partita che qualcuno ha definito la più bella della storia. La Germania va in vantaggio dopo 6 minuti con Gerd Muller, che sfutta un errore della difesa azzurra. Ma in tre minuti torna l' equilibrio: incredibilmente è Burgnich a segnare sfruttando una punizione di Rivera. Poi è l'Italia a tornare in vantaggio: da Rivera a Domenghini, cross per Riva che batte Maier. Il primo tempo supplementare si chiude sul 3-2 per l'Italia., nel secondo, dopo 5', c'è il 3-3 dei tedeschi. Segna ancora dopo soli 5 minuti la Germania riacciuffa il pareggio. Segna ancora Gerd Muller e il suo tiro, non irresistibile, batte Albertosi e passa vicinissimo a Rivera , fermo sulla sulla linea, vicino al palo. Rivera non interviene, forse poteva fermare quel tiro, evitare il gol. Sembra una colpa e sembra che il destino gli offra l'occasione del riscatto quando, subito dopo ripreso il gioco, Boninsegna si lancia sulla sinistra, mette una palla al centro proprio per Rivera davanti alla porta con il solo Maier a tentare di difenderla. E' lo storico, incredibile, precisissimo colpo di piatto che è più di un gol: è, definitivamente, «Italia-Germania 4-3». Si capisce che sia rimasta nella memoria quasi come una frase a sè, tanto da diventare un titolo di un film.


IL MUNDIAL SPAGNOLO

L'ultimo precedente ai Mondiali risale all'11 luglio del 1982, quando gli azzurri di Enzo Bearzot superarono la Germania Occidentale nella finale dell'edizione spagnola conquistato il terzo titolo iridato dopo quelli del 1934 e del 1938. Il rigore fallito da Cabrini nel primo tempo, il gol di Pablito Rossi, capocannoniere del Mundial, che fa esplodere d'entusiasmo il presidente Pertini in tribuna, il 2-0 di Tardelli che con il suo urlo diventa l'icona del Mondiale azzurro, il 3-0 firmato Altobelli. E' il terzo Mondiale conquistato dagli azzurri, quello di una squadra di grandi talenti che era partita fra le critiche e ha conquistato il mondo battendo, prima della Germania, Argentina, Brasile e un a Polonia di grandi campioni.

IL MONDIALEN TEDESCO

L'arbitro messicano Archundia fischia il via in uno stadio colorato di giallorossonero. Pochi, troppo pochi i tifosi italiani (5mila circa). I veleni della vigilia si sentono. I fischi dei tifosi tedeschi alla fine del nostro inno pure. L'Italia, però, non si lascia intimidire e parte bene. Al 16' Totti pesca libero Perrotta, il centrocampista si allunga la palla e Lehmann può respingere e bloccare in due tempi. Al 30' è ancora brivido azzurro: Grosso scende sulla sinistra e mette al centro per Toni che gira a rete. Provvidenziale il salvataggio di Metzelder. La Germania si spaventa.
L'Italia gioca bene, manovra meglio mentre i tedeschi creano azioni pericolose quando giocano in velocità. A centrocampo bene Pirlo, mentre Totti, partito bene, mostra qualche lentezza di troppo. In difesa, come al solito, su tutti uno straordinario Cannavaro.
I 90 minuti finiscono in parità. Si va ai supplementari con Iaquinta al posto di Camoranesi. Lippi rischia, rinforza l'attacco e i risultati si vedono subito.
Si parte e in un minuto l'Italia prende un palo con Gilardino e una traversa con Zambrotta. La Germania sbanda paurosamente. Lippi fa uscire Perrotta e mette dentro Del Piero. La stanchezza si fa sentire.
Il secondo supplementare si apre con un doppio brivido per gli azzurri. Prima una mischia in area tedesca che Del Piero non riesce a concretizzare, poi, sul ribaltamento di fronte, l'ennesima grande parata di Buffon su tiro di Podolski. La partita resta in equilibrio perfetto. Poi, al 13', la magia di Grosso che gira di interno dalla destra, supera il portiere e spalanca le porte della finale agli azzurri. E un minuto dopo il raddoppio di Del Piero con un destro a rientrare dopo un gran lavoro di Gilardino. Lehmann non ci può arrivare e l'Italia vola verso la sesta finale della sua storia. Evitati, con merito, i rigori.

Italia-Germania 2-0. Aufidersen!

lunedì 9 giugno 2008

IO C’ERO. Chissà forse è proprio questo che devono aver pensato 23 anni fa i numerosi tifosi juventini che si sono recati a Bruxelles per assistere alla finale di Coppa dei Campioni tra la Juventus e il Liverpool. Era una Juventus stellare quella approdata in finale a giocarsi la coppa, era la Juventus di Platini, Tardelli, Rossi, Scirea, una Juventus forte, quasi imbattibile. In quei giorni si generò proprio per questo motivo una grande aspettativa intorno alla squadra tant’è vero che milioni di famiglie bianconere, ma soprattutto italiane (e sottolineo quaranta volte I-T-A-L-I-A-N-E!!!!) presero d’assalto la capitale belga organizzandosi come meglio potevano, inconsapevoli che questa scelta avrebbe segnato per sempre le loro vite. Infatti a chi decise di affiancarsi a club organizzati venne assegnata la curva opposta a quella dei tifosi inglesi, mentre a coloro che si organizzarono autonomamente nell’acquisto dei biglietti fu riservata “furbescamente” la tribuna adiacente alla curva dei sostenitori del Liverpool, separate soltanto da una rete metallica la cui resistenza era decisamente da rivedere.

Fino ad oggi si è parlato però sempre e soltanto della fatiscenza dello stadio: le tribune erano malcurate, i muretti divisori erano vecchi e fragili, i servizi igienici erano pietosi, ma si è sorvolato su un aspetto importante, anzi il più importante: tutto questo non sarebbe successo se di fronte non avessimo avuto degli animali! Gli inglesi si dovrebbero solo vergognare, non dovrebbero nemmeno più avere il coraggio di alzare gli occhi quando passa un italiano dopo quello che hanno fatto. Sì, perché è bene dare nome e cognome alle cose, quello che è accaduto quel giorno è qualcosa di vergognoso e ha tutti i connotati di un episodio di razzismo. Non è stato un gruppetto di ultrà più facinoroso a far crollare la tribuna, sono stati tantissimi inglesi, che insieme ai tedeschi, sono due popolazioni note per la loro vicinanza comportamentale più alle scimmie e agli orango che all’uomo, perché solo un primate può ancora concepire idee razziste e fare una giornata interamente dedicata all’odio per gli italiani. Infatti se ne parla poco ma mentre in Italia si fa la giornata contro il cancro, la giornata contro la violenza sulle donne e la giornata contro l’omofobia, sia in Inghilterra che in Germania celebrano la “giornata contro gli italiani”, con tanto di ronde organizzate. Questi sì che sono evoluti, evoluti nel senso che hanno acquistato la posizione eretta e non camminano carponi come gli animali, per il resto….


Quel giorno successe proprio una sorta di “rievocazione” della giornata contro gli italiani organizzata fin nei minimi dettagli. Allo stadio i tifosi del Liverpool non si presentarono da soli ma si fecero spalleggiare da quelli del Chelsea, che in madre patria si erano conquistati la nomea di “cacciatori di teste” proprio per la loro violenza. Ora mi chiedo io: che ci sono andati a fare i tifosi del Chelsea a vedere la finale di Champions se non con la premeditazione di uccidere gli italiani? La parola “uccidere” mi sembra alquanto opportuna in questo caso perché di omicidio premeditato si tratta e a giustificare la premeditazione ci sono due elementi: quello cronologico, costituito da un apprezzabile lasso di tempo tra l'insorgenza dei proposito criminoso (comprare il biglietto e viaggio fino a Bruxelles) e l'attuazione di questo, e quello ideologico, consistente nella ferma risoluzione criminosa perdurante nell'animo senza soluzioni di continuità fino alla commissione dei crimine (uccisione di 39 persone). Ora se è vero che tutti gli italiani sono spaghetti e mandolino, allora non c’è dubbio che tutti gli inglesi sono degli assassini, degli animali, anzi trogloditi è la parola migliore. Infatti tutte quelle targhe in segno di amicizia se le posso ficcare benissimo nel culo perché sotto la facciata nemmeno dopo questa tragedia la “specie inglese” è riuscita ad evolversi dal Paleolitico. Qualche anno fa infatti mi trovavo a San Antonio ad Ibiza (per chi non lo sapesse posto esclusivamente riservato a tedeschi e inglesi, a differenza di Ibiza città) e il cameriere di un ristorante ci consigliò di andarcene prima del tramonto perché a quell’ora sarebbe scattata la caccia all’italiano, come tutte le sere. Ah però questi inglesi, si portano le tradizioni pure in vacanza!!! Ma la cosa buffa è che queste specie di ominidi si ritengono addirittura superiori e pretendono pure di darci lezioni di civiltà. A noi. Noi, che abbiamo dato i natali ai più grandi maestri del pensiero, dovremmo prendere lezioni da dei buzzurri, ubriaconi e assassini!?!?! Ma per favore.


Piuttosto il mio pensiero va ai numerosi italiani assassinati e in modo particolare ad un toscano come me, il medico Roberto Lorentini di 31 anni che si può a pieno titolo definire un eroe senza usare a sproposito il termine, un eroe vero. Un medico che è stato ucciso solo perché stava facendo il suo dovere, solo perché si era attardato a soccorrere un bambino di 11 anni morto nonostante il padre si fosse sacrificato facendo scudo col proprio corpo, solo perchè era italiano. Ed io, caro inglesino pezzo di merda che ami prenderci per il culo con le tue caricaturine idiote, sappi che sono fiero di non essere come te, sono fiero di non andare in giro per l’Europa a uccidere bambini e donne, sono fiero di non organizzare ronde per massacrare delle persone magari in dieci contro uno, ma soprattutto sono fiero di essere italiano come ROBERTO LORENTINI!!

  • Rocco Acerra (29)
  • Bruno Balli (50)
  • Giancarlo Bruschera (21)
  • Andrea Casula (11)
  • Giovanni Casula (44)
  • Nino Cerrullo (24)
  • Giuseppina Conti (17)
  • Dionisio Fabbro (51)
  • Jaques François
  • Eugenio Gagliano (35)
  • Francesco Galli (25)
  • Giancarlo Gonnelli (20)
  • Alberto Guarini (21)
  • Giovacchino Landini (50)
  • Roberto Lorentini (31)
  • Barbara Lusci (58)
  • Franco Martelli (46)
  • Loris Messore (28)
  • Gianni Mastrolaco (20)
  • Sergio Bastino Mazzino (38)
  • Luciano Rocco Papaluca (38)
  • Luigi Pidone (31)
  • Benito Pistolato (50)


  • Domenico Ragazzi (44)
  • Antonio Ragnanese (29)
  • Mario Ronchi (43)
  • Domenico Russo (28)
  • Tarcisio Salvi (49)
  • Gianfranco Sarto (47)
  • Amedeo Giuseppe Spolaore (55)
  • Mario Spanu (41)
  • Tarcisio Venturin (23)
  • Claudio Zavaroni (28)
Questo è l'elenco delle vittime del razzismo inglese, morti solo perchè gli sarebbe piaciuto poter tornare a casa e dire: "IO C'ERO!".

lunedì 19 maggio 2008

CON TE OVUNQUE!! GRAZIE CAPITANO!!!


Purtroppo non è finita come tutta Italia si augurava!!
Così come nella partita di andata, anche in questa di ritorno è direttamente l'arbitro Rocchi che consegna ai nerazzurri i tre punti che valgono partita e campionato. Veramente un fenomeno puro del nostro calcio questo fischietto fiorentino, alla faccia di chi dice che l'Inter ha pochi italiani in squadra!! Prima dimostra grande senso di spogliatoio ammonendo soltanto il compagno Vieira per un'entrata acrobatica con gomito alto su Couto (ma qui non ci lamentiamo, vero, è già tanto se non ha espulso il difensore del Parma per testata contro il gomito) e poi, galvanizzato da questo numero di alta classe compie altre tre prodezze: rigore non concesso di Materazzi su Coly, altro rigore non concesso questa volta di Julio Cesar su Lucarelli e alla fine non può mancare la ciliegina sulla torta, quel numero che riesce solo ai grandi campioni, rigore non concesso di Materazzi su Lucarelli con fallo da ultimo uomo e conseguente mancata espulsione del difensore interista. 2 in 1. Ragazzi quando uno ha in squadra i campioni non c’è niente da fare. No no. Alla fine l’Inter può festeggiare con merito il suo 16° scudetto, uno dei più puliti della storia del calcio mondiale. Abbiamo assistito infatti ad un campionato in cui gli arbitri hanno cercato in tutti i modi di farglielo vincere, concedendo per esempio il fanta-rigore domenica scorsa contro il Siena (poi sbagliato!!), ma che assolutamente i giocatori interisti non volevano, anzi cercavano in tutti i modi di allontanarlo. Ed invece niente da fare, alla fine hanno vinto loro, ancora una volta gli arbitri sono riusciti a ribaltare il risultato.

Ma poi cattivi questi romani rosiconi che si accaniscono ancora di più contro questa Inter già palesemente sfavorita. Primo su tutti De Rossi che a fine partita ai microfoni dei giornalisti afferma: “Ci sono state sette-otto partite falsate. È un peccato dovere parlare di questi episodi, ma questo campionato non si può ridurre a due partite perchè quest'anno è successo il finimondo. Noi abbiamo vinto partite che non meritavamo di vincere e viceversa, ma quello è il calcio. Invece quanto successo quest'anno non è calcio. I giocatori dell'Inter se lo sono sudato lo scudetto ma un campionato così particolare non si vedeva da tanto tempo. Mi chiedo cosa sarebbe potuto accadere se fosse successo alla Juve ciò che è successo all'Inter. Gli scontri diretti non sono stati decisivi, piuttosto lo sono stati i due mesi nei quali l'Inter faceva fatica e nonostante questo su 10 partite ne ha vinte 9. Sono un po' scosso e 'rosicone', ma non era a Catania che dovevamo vincere il campionato”.
Ah Daniele non ti arrabbiare, tanto lo sanno pure loro che questo scudetto non è cosa loro così come non è loro e non lo sarà mai quello che ci hanno scippato tre anni fa per mano di Guido Rossi: della serie dove non arrivano gli arbitri, ci facciamo arrivare gli infiltrati. La Camorra li manda al governo, l’Inter alla FIGC. Il fine giustifica i mezzi -diceva il mi’ nonno. Perché nella Milano nerazzurra di calcio giocato neanche a parlarne, per carità di Dio, meglio affidarsi ad arbitri, guardalinee, designatori e chi più ne ha più ne metta….

Ma il gusto, il sapore che ti lascia in bocca l’aver vinto un trofeo con merito non lo puoi comprare, l’emozione che ti dà l’alzare una coppa solo con le tue braccia (non con quella di arbitri e guardalinee) è un’emozione impagabile –in tutti i sensi.
Ora interista, puoi dire tutto quello che vuoi, puoi far finta di crederti superiore, ma tanto in cuor tuo lo sai benissimo che questo scudetto porta i colori giallorossi. E’ loro, sono loro la squadra più forte d’Italia. La squadra che ha eliminato il Real Madrid dalla Champions (competizione guarda caso dove non avete ancora “infiltrazioni”), che è stata eliminata con onore dal Manchester United. Ma tanto è inutile che continui perché già lo sai e me ne dai la dimostrazione con il tuo comportamento nella partita pareggiata contro il Siena: insulti, offese ai giocatori, alla squadra, al presidente. Come a dire: “non vincete nemmeno rubando spudoratamente, allora sparatevi!” Meno male che anche stavolta ci ha pensato l’arbitro…….


giovedì 15 maggio 2008

Oh ma ti fanno morire da ridere questi interisti! Ogni giorno se ne inventano una, la mattina ti svegli, prendi il giornale e prima di aprirlo pensi: "Che cazzata avrà sparato l'interista di turno?" Alcune testate stanno già pensando di metterle in prima pagina al posto delle vignette di Forattini oppure di riunirle tutte in un libro in stile Totti: "Le 101 uscite più esilaranti di Moratti&co."
Una delle ultime (non ci giurerei che fosse proprio l'ultima, in questi giorni sono molto frenetici) porta la firma di un certo Nicola Calathopoulos, presunto giornalista di Controcampo: "Roma, piantala di piangere!...Francamente non se ne può più! Il venticello romano del sospetto si è trasformato in un uragano di insulti e piagnistei. Parte della stampa della capitale, la tifoseria, alcuni giocatori, il capitano Totti per primo, si stanno crogiolando in una melassa di vittimismo insopportabile." E poi continua dilungandosi in presunte congiure del mondo intero contro L'inter, il calimero della calcio mondiale.

Questa è bella! Almeno la Juventus ai tempi di Moggi se ne stava zitta, non gli passava neanche per la testa di proclamare ai quattro venti che quello vinto era il campionato più corretto della storia della serie A! Ma stiamo scherzando?! Questo un campionato pulito?? Ma se è completamente falsato dagli errori arbitrali, gli interisti per le loro accuse all'era "moggiana" si appellano al solo rigore Iuliano-Ronaldo di oltre 10 anni fa (poi non così plateale se ne vedono di molto peggio non dati) in tutto il campionato e dicono che è rubato. Allora mancano di obiettività. Prendiamo la Juventus: 2 rigori netti -e quando dico netti intendo falciati alle gambe- contro la Sampdoria prima su Trezeguet poi su Marchionni, 4 rigori di cui 2 plateali (su Nedved e Sissoko) contro la Reggina più uno concesso contro assolutamente insesistente, 2 rigori inesistenti concessi contro nella partita del San Paolo contro il Napoli,...mi fermo?? Meglio va, ho parlato della Juventus ma ce ne sarebbero da dire anche di decisioni dubbie contro Milan (tipo rigore su Kakà nel derby di andata) e Roma. Invece, non so perchè, contro l'Inter non mi ricordo niente, ma niente contro, anzi. Plateale il gol in fuorigioco di Cambiasso contro il Catania che solo l'arbitro non ha visto, così plateale che tutto lo stadio ha reso il giusto tributo a Farina (ricordate?) oppure clamorosa la partita contro il Parma all'andata: rigore inesistente con espulsione di Couto annessa. Ecco ora vi chiedo: ma se un episodio dubbio a favore della Juve in una trentina di partite è sufficiente per proclamare il campionato rubato, un centinaio di episodi tutti rigorosamente a favore dell'Inter sono solo un caso? No perchè se così fosse qui si sfidano le leggi della probabilità; è come giocare a testa o croce e azzaccare per 100 volte il risultato. ECCEZIONALE.

Poi mi chiedo con che faccia riescono a dire che gli altri sono rosiconi quando sono i primi, ma guarda che son ganzi per davvero: il Milan vince la Champions e dicono che è più importante il campionato, il Milan diventa campione del mondo e dicono che è una coppetta che non vale nulla, escono dalla Champions senza fare nemmeno un gol e dicono che è tutta colpa dell'arbitro che li ha fatto giocare in dieci tutte e due le partite ingiustamente (ingiustamente dico io, se fai il paragone con la serie A, è vero lì non li avrebbero mai buttati fuori, anzi forse guarda buttavano fuori gli avversari per sfoltire il centrocampo avversario) e piangono per tre settimane, perdono il derby (dopo aver proclamato che è più importante di una finale di Champions, già qui ci sarebbe da ridire) e poi sminuiscono dicendo che non gli interessava, perdono la finale di Coppa Italia subendo 6 gol all'andata e dicono che gli altri hanno avuto solo fortuna approffitando di un momento di smarrimento, perdono la Supercoppa italiana contro la Roma e trovano la scusa che è solo una partita secca. Ma lo sanno che si chiama Finale perchè è da sempre una partita secca, qualcuno glielo dica. Oh quante ne volete fare sentiamo? 10? 1000? Finchè non vincete voi?

Piuttosto smettetela voi di piangere come i bambini perchè credete che tutto il mondo complotti contro di voi, perchè vedete, affinchè qualcuno complotti contro di voi, bisogna essere grandi, ma voi a parte due scudetti strarubati e uno accattonato senza dignità con l'aiuto del fedele Guido Rossi, non avete ancora vinto niente. Non serve vero che vi ricordi Valencia e Liverpool.

Due gran belle figure da......Inter!!!

lunedì 5 maggio 2008

Qualcuno sa cosa abbiamo fatto ieri a Siena? Ve lo chiedo perché non mi è giunta alcuna notizia sul risultato del Franchi, boh… Vabbè in questo caso approfitto dell’occasione per parlare un po’ di me. Sì avete capito bene!
Oggi infatti compio la bellezza di 22 anni, ma non è di questo compleanno che intendo parlarvi, bensì di quello di 6 anni fa: 5 Maggio 2002. Lo ricordo ancora come fosse ieri: era domenica, per la precisione l’ultima della Serie A. L’Inter si stava avviando verso il tricolore, solo 90 minuti la separavano dalla coppa. L’Olimpico era nerazzurro, 75mila i presenti, curva sud tutta interista pronta per la festa, una festa attesa, soffocata per oltre 10 anni: la Lazio, senza nemmeno l’appoggio del suo pubblico, non avrebbe offerto troppa resistenza. O per lo meno così ci si aspettava….
Un po’ più a nord, bel colpo d’occhio al Friuli dove si registrava il tutto esaurito, in modo particolare il settore ospite dove poco prima della partita sono apparse molte bandiere tricolore da parte dei tifosi juventini, tifosi juventini che, comunque vada la partita dell’Olimpico, a quanto a pare ci credevano visto che poco prima del calcio d’inizio hanno esposto uno striscione dicendo “SIETE L’ORGOGLIO DI TUTTI NOI!!”.
L’Inter scendeva in campo con Toldo tra i pali, Gresko, Materazzi, Cordoba, J.Zanetti, Recoba, C.Zanetti, Di Biagio, Concencao, Ronaldo, Vieri.
Rispondeva la Juve con Buffon in porta, difensori Thuram, Ferrara, Iuliano, Montero, centrocampo a tre con Davids, Conte, Tudor, il trequartista tuttocampo Nedved, in attacco Trezeguet (capocannoniere del campionato) e Del Piero. E’ proprio dai loro piedi che si confeziona l’uno-due che stende l’Udinese già nel primo tempo.
Ora tutta l’attenzione si sposta all’Olimpico.

Alla notizia del doppio vantaggio bianconero, l’Inter si scuote e su calcio d’angolo va in rete con Materazzi, la Lazio prova a reagire con l’ex Simeone, ma sono ancora i nerazzurri che passano nuovamente, ancora su calcio d’angolo, questa volta con Vieri che sfrutta una papera di Peruzzi: 1-2. Potrebbe essere il colpo del KO che apre la strada verso il trionfo, i tifosi interisti stanno già ballando di felicità sugli spalti, ma non sanno che in campo c’è ancora un uomo: è lui Karel Poborsky che insieme all’incommensurabile Gresko confeziona la rimonta biancoceleste: 3-2.

L’INCREDIBILE DIVENTA CREDIBILE.
Maresca, l’uomo che non si è mai staccato dalla radiolina, comunica il clamoroso risultato di Roma a Lippi, che però dall’alto della sua esperienza non si scompone. Passano appena 5 minuti che il Friuli esplode in un urlo, lo stadio, alla notizia del quarto gol laziale, è diventato una bolgia; Lippi mima il 4 a Del Piero, che si era avvicinato alla panchina, ormai si aspetta solo il triplice fischio: i giocatori dell’Inter sono stremati, non cela fanno più, rischiano di prendere pure il quinto gol, piangono, si disperano, implorano l’avversario in ginocchio di regalargli una vittoria immeritata. Troppo tardi però. Lo scudetto sta già volando in direzione Torino.

L’interista da allora diventa una specie protetta, riappare solo qualche anno più tardi per dire la solita stronzata che da sempre lo caratterizza: “ Allora non era sfiga!!” E’ vero è vero, infatti non era sfiga, era che facevate veramente ride.
Ma voi vi chiederete dov’ero io in questa splendida giornata?? A casa con tre interisti a vedermi la partita.
Non vi racconto nemmeno che goduria è stata perché vincere uno scudetto è bello, ma vincerlo all’ultima giornata, contro l’Inter, con tre interisti accanto e soprattutto NEL GIORNO DEL TUO COMPLEANNO E’ STRAORDINARIOOOOOO!!

lunedì 28 aprile 2008

Dalla serie B alla Champions League in soli 2 anni.
Potrebbe essere questo il titolo del film inscenato dalla Juventus post-moggiana, una Juventus che non solo riesce a centrare l'obiettivo di inizio stagione, ma lo fa pure con tre giornate d'anticipo. A mettere finalmente la parola fine è stata la vittoria per 5-2 su una Lazio che, nei primi 45 minuti, viene travolta come un castello di sabbia dall’onda bianconera.
Quattro gol in 33 minuti per la squadra di mister Ranieri, che va a segno rispettivamente con la rivelazione del campionato Giorgio Chiellini al 15', con un Mauro German Camoranesi "over the top" al 21', con un Alex Del Piero in formato europeo al 32' e con il solito avvoltoio David Trezeguet al 33'.


Una Juve famelica fronteggiata da una Lazio vacanziera che non ha più nulla da chiedere a questo campionato, è questo il pensiero della maggior parte dei sostenitori biancocelesti giunti fino a Torino e costretti dopo la rete di Trezegol ad andare a trascorrere il pomeriggio fra le bellezze dell’altra Torino, quella artistica di Palazzo Reale, di Palazzo Madama e della Mole Antonelliana.

All’Olimpico infatti nel secondo tempo non c’è più partita, la Juventus, con i 3 punti ormai già in tasca e la qualificazione Champions conquistata, non se la sente di umiliare ulteriormente la Lazio, che dal canto suo prova a mettere in campo quantomeno un po’ di orgoglio, salvando almeno la faccia. Al 10' il gol di Bianchi, al 16' quello di Siviglia. Al 43' arriva poi il secondo centro di Chiellini, che chiude definitivamente i conti.
Ma negli occhi di tutti resta il primo tempo di una Juve praticamente perfetta: è un piacere vedere giocare i bianconeri. Scambi in velocità, fraseggi stretti, ripartenze in bello stile. Nonostante il caldo, i giocatori bianconeri non si risparmiano e in modo particolare è da applausi la prestazione di Camoranesi, scatenato sin da subito. L'italo-argentino scardina la difesa laziale con le sue magie, al 15' batte la punizione per il colpo di testa vincente di Chiellini, al 21' segna lui stesso su assist di Zanetti.


A proposito ottima la prestazione del centrocampista ex-Roma, che sgrosseggia a centrocampo e, spalleggiato da Momo Sissoko, trova pure il tempo per concedersi due assist: dopo quello regalato a Camoranesi per il 2-0, si ripete dando a Del Piero la palla del 3-0. Il capitano, anche lui straordinario (del resto non più una novità!), suggella il suo splendido momento di forma saltando netto il povero Cribari e infilando con un perfetto sinistro Ballotta: gol numero 18 in campionato. Gli stessi di Trezeguet che, non digerisce "l'aggancio" e che un minuto dopo, su lancio di Camoranesi sigla il 4-0, controlla di “gancino” e trafigge il portiere in uscita. Un concentrato di rapidità, controllo e senso del gol che lo porta a quota 19, staccando di nuovo Alex e raggiungendo Borriello in testa alla classifica cannonieri.

A fine gara ecco le parole di mister Ranieri: “Un grosso ringraziamento ai ragazzi perchè non è stato facile. L’hanno fortemente voluto, complimenti a tutti, non era facile essere terzi a tre giornate dalla fine. Hanno fatto un campionato fantastico questi ragazzi. I ragazzi sono stati bravi a seguirmi subito. Non era facile per me arrivare alla Juve costruire ed essere subito vincenti. Potevamo fare di più? Va bene così, non ci dimentichiamo di quando all’inizio del campionato abbiamo ripreso per i capelli delle partite al 92’ o al 95’. Io ora sono contento perché vedo una squadra con personalità che sa quello che vuole e sa come ottenerlo.
Ma ancora più significative sono state le parole dette alla vigilia della partita contro la Lazio: “No, non credo che festeggeremo. Perchè credo che quello abbiamo fatto è un notevole segno che un pò di Dna Juve l'abbiamo acquisito ma ancora ce ne vuole. Per quello che voglio da me stesso e dalla squadra, festeggiare la qualificazione Champions in un club che ha festeggiato tutte le vittorie possibili, mi sembra eccessivo. Non che non dobbiamo essere contenti, è chiaro!
Giusto, Claudio!! Almeno noi quando si afferma di fare o non fare una cosa poi siamo coerenti fino in fondo!! Non ci accontentiamo delle briciole, noi!
NO COPPA NO PARTY!